Simone di Saintjust

Il pagamento della multa è stato disposto con una sentenza: ne consegue che, per adempiere, essendole stato il provvedimento notificato tramite sentenza, lei non doveva attendere una ulteriore ingiunzione.

La pena pecuniaria che le fu inflitta con la sentenza penale, commutava sicuramente un periodo di pena detentiva: ebbene, in riferimento alla sentenza, può considerare che un giorno di pena detentiva equivale a due giorni di libertà controllata.

Dovrà essere comunque il magistrato di sorveglianza, su istanza del condannato, a disporre l’applicazione della libertà controllata e a determinarne le modalità di esecuzione.

Entro dieci anni dalla sentenza divenuta definitiva, perdurando l’inadempimento, le verrà notificata una cartella esattoriale da Agenzia Entrate Riscossione.

Dubito che la multa potrà essere commutata in regime di libertà controllata fino a quando lei manterrà residenza all’estero: la libertà controllata, infatti, comporta l’obbligo di presentarsi almeno una volta al giorno, nelle ore fissate compatibilmente con gli impegni di lavoro o di studio del condannato, presso il locale ufficio di pubblica sicurezza o, in mancanza di questo, presso il comando dell’Arma dei carabinieri territorialmente competente.

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