Andrea Ricciardi

Con l’istituzione, ormai ufficiale, del reddito di cittadinanza, sono circolate diverse voci, alcune fondate, altre meno, riguardo alla cancellazione di altri benefici preesistenti, come ad esempio l’assegno di disoccupazione Naspi o l’assegno sociale Rei (reddito di inclusione).

Cerchiamo, dunque, di fare luce sulla questione.

Prima della formulazione del decreto, il web riportava la notizia che il reddito di cittadinanza sostituiva la Naspi.

Al contrario, il decreto pensioni e reddito di cittadinanza approvato, alla voce beneficiari, riporta che: il Rdc è compatibile con il godimento della NASpI, di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n.22, e di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria ove ricorrano le condizioni di cui al presente articolo. Ai fini del diritto al beneficio e della definizione dell’ammontare del medesimo, gli emolumenti percepiti rilevano secondo quanto previsto dalla disciplina dell’ISEE.

Invece, a scomparire sarà il Reddito d’Inclusione, Rei, che da marzo non potrà più essere richiesto, ma continuerà, per chi già lo percepisce, per tutta la durata del vecchio sussidio.

Quindi, chi già ne beneficia potrà continuare a percepire la Naspi, fino al suo esaurimento.

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