Carla Benvenuto

In questo campo (recupero crediti) non ci sono regole auree da seguire nè è possibile individuare una tipologia di comportamento standard adottato dai creditori.

Se ritiene di poter presentare una vantaggiosa proposta a saldo stralcio, lo faccia e verifichi se gliela accettano: altrimenti resti in attesa, consapevole di un sempre possibile incombente pignoramento dello stipendio nella misura del 20%, considerando anche che, qualora dovesse sospendere tutti i rimborsi in corso e tutti i creditori ritenessero di dover adire il giudice, il prelievo resterebbe sempre ancorato al 20% dello stipendio al netto degli oneri fiscali e contributivi. Passerebbe così, da un impegno mensile del 60% ad uno del 20%: a me sembra un ottimo consolidamento del debito, anche se il periodo di rimborso dovesse arrivare a cent’anni.

Per quanto attiene la modifica del rapporto di lavoro, se ci riesce, senza costi aggiuntivi rilevanti (i datori di lavoro non fanno quasi nulla in assenza di un vantaggio economico a proprio favore) potrebbe rappresentare una valida opzione per scoraggiare il creditore che intendesse procedere al pignoramento dello stipendio. Comunque, visto che chiede consigli, non sottovaluti mai la possibilità di pignoramento ed espropriazione del saldo di conto corrente (con la modifica del rapporto di lavoro e con la sospensione permanente del pagamento di tutte le rate di rimborso dei prestiti, qualcosa riuscirà pure a mettere da parte).

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