Ornella De Bellis

Il reddito di cittadinanza viene erogato al nucleo familiare: e per individuare il nucleo familiare è fondamentale la residenza (stato di famiglia) sulla carta. Il nucleo familiare in cui lei è incluso è formato da lei e sua madre.

Il primo requisito che il nucleo familiare deve rispettare, per aver diritto al reddito di cittadinanza, è che il reddito ISEE sia inferiore a 9360 euro annui: e qui ci potremmo anche essere dal momento che il reddito ISEE, se non vi sono patrimoni immobiliari e mobiliari (e su questo aspetto lei non fornisce elementi) detenuti dai componenti del nucleo familiare, coincide praticamente con il reddito di sua madre pensionata diviso per la scala di equivalenza corrispondente (nella fattispecie, diviso per 1.57).

Tutto questo per dire che, comunque, per rispondere al suo quesito, deve essere innanzitutto calcolato l’ISEE del nucleo familiare con la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), che deve risultare minore di 9.360 euro.

Ma, non basta: qualora il nucleo familiare risieda in una abitazione in locazione, il reddito familiare percepito dal nucleo familiare (diverso, dal reddito ISEE del nucleo familiare) deve essere inferiore a:
– 9.360 mila euro annui in caso di nucleo formato da un solo componente.
– 9.360 euro annui incrementato di 3.744 euro per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 1.872 euro per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 19.656 euro.

Anche questo requisito dovrebbe esser rispettato dal nucleo familiare a cui lei appartiene, considerando che 9.360 + 3.744 = 13.104.

La brutta notizia, però, sta nel fatto che il reddito mensile di cittadinanza è una integrazione al reddito mensile percepito dal nucleo familiare. Allora se consideriamo che il reddito mensile di sua madre si aggira intorno ai mille euro/mese, non ci sarebbe integrazione della componente reddituale, posto che per due componenti è prevista una integrazione del reddito a 700 euro per il nucleo familiare che percepisce un reddito inferiore a tale soglia. Il suo nucleo familiare potrebbe, tuttavia, beneficiare di un contributo per l’affitto fino a 280 euro, qualora il contratto di locazione sia stato registrato e il canone risulti superiore a 280 euro.

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