Ornella De Bellis

Per chiarezza, ed allo scopo di evitare equivoci di termini come padre e figlio, inevitabili quando si affrontano problematiche ereditarie in una linea genealogica che includa tre generazioni, faremo riferimento a P (il padre di chi ci scrive), F (chi ci scrive) e N (il figlio di chi ci scrive).

La questione, se abbiamo ben compreso il problema, è sapere cosa accade dei debiti di P ereditati da F che accetta con beneficio di inventario, in caso di premorienza di F rispetto ad N, prima che intervenga la prescrizione dei crediti vantati dai creditori di P.

L’accettazione con beneficio di inventario è obbligatoria se N (anche in rappresentanza) è un minore (la rappresentanza si verificherebbe solo qualora F dovesse premorire a P): nel caso in cui, invece, F, accettasse l’eredità con beneficio di inventario e premorisse a N minore, quest’ultimo risponderebbe, sempre con beneficio di inventario, all’eredità di F (e, indirettamente, alle vicende debitorie F ancora in sospeso).

Se invece alla morte di F il chiamato all’eredità N fosse maggiorenne, egli potrebbe semplicemente rinunciare all’eredità o accettarla con beneficio di inventario. Stessa situazione si configurerebbe, in rappresentanza, nel caso in cui P vivesse fino alla maggiore età di N ed F morisse prima di P.

Comunque, se davvero P è nullatenente non si comprende perchè F accetti con beneficio di inventario invece di rinunciare semplicemente all’eredità.

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