Marzia Ciunfrini

Integro e preciso alcuni fatti relativi al precedente quesito: mio padre con testamento ha disposto che i suoi averi venissero ripartiti secondo legittima tra la moglie, 4 figli viventi, un nipote figlio di un fratello premorto e due nipoti di una sorella premorta, attribuendo la quota di riserva alla badante ed ai due nipoti della sorella premorta.

Il patrimonio consiste in BTP e residuo di conto corrente.

In vita mio padre ha donato alla badante denaro tramite bonifici e a tre pronipoti in tenera età (attualmente ancora minori) titoli di stato.

Tutti i nipoti non intendono effettuare azione di riduzione mentre i restanti eredi lo sono.

La badante, avendo ricevuto denaro per un importo superiore alle sue spettanze, su accordo legale dello scrivente, su delega della mamma e dei fratelli, ed il suo legale, previa promessa di non adire per vie giudiziarie (essendo incapiente in italia, in quanto ha trasferito quanto ricevuto ai suoi familiari in Senegal) proporrà formale rinuncia all’eredità.

Quesito: la quota degli eredi che non hanno voluto partecipare per l’azione di riduzione e delle spese legati sostenute, va calcolata solo sul relictum meno debiti o vanno sommate anche le donazioni?

Le quote erano di: coniuge 1\4, figli e nipote 1\12, nipoti 1/24. Quota disponibile: badante 1/12 nipoti 1/12 + 1/24 della legittima. con la rinuncia della badante come vanno calcolate? Possiamo noi familiari sottoscrivere, in comune accordo, una scrittura privata da produrre in banca per la riscossione?

Abbiamo semplificato e rivisto la precedente risposta: in più c’è da aggiungere che la rinuncia all’eredità della badante andrà a beneficio dei coeredi e che secondo la sentenza della Corte di Cassazione (15131/2005) i beni donati (ai pronipoti) devono essere conferiti indipendentemente da una espressa domanda dei condividenti, essendo sufficiente a tal fine la domanda di divisione e la menzione in essa dell’esistenza di determinati beni, facenti parte dell’asse ereditario da ricostruire, quali oggetto di pregressa donazione.

In pratica, alla domanda di ripartizione dell’eredità conseguirà l’attribuzione di quote ai coeredi che tengano conto della parte già fruita da ciascuno dei propri discendenti (cioè non sarà necessaria alcuna effettiva restituzione se la quota valorizzata spettante alla nipote coerede è superiore al valore dei titoli di stato donati dal de cuius ai due pronipoti).

Conclusivamente, in assenza di coniuge premorto, la quota disponibile di un soggetto con tre figli è pari ad 1/3 del patrimonio (eredità assegnata alla badante) mentre i 2/3 sono invece riservati agli eredi legittimi (quota riservata).

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