Patrizio Oliva

Innanzitutto occorre recarsi presso il più vicino posto di polizia (o stazione di carabinieri) presentando subito una dettagliata denuncia contro ignoti, dal momento che, se non ha mai emesso assegni e non disponeva all’epoca di un carnet, si tratta sicuramente di una truffa in cui lei è stata una vittima inconsapevole. Nella denuncia va riportata la circostanza (importante) che è venuto a conoscenza dei fatti solo in seguito alla notifica della cartella di pagamento, mentre non ha mai ricevuto l’ordinanza ingiunzione del Prefetto di Napoli.

Sarebbe cosa buona anche allegare un documento della sua banca (ammesso che risulti essere la medesima su cui sono stati tratti gli assegni oggetto della contestazione) attestante la data di consegna del primo carnet. (la verifica dei numeri di modulo non è percorribile perché, immagino, lei, come accennato nel quesito, non dispone dell’ordinanza di ingiunzione prefettizia).

Se la banca trattaria degli assegni è la medesima presso la quale detiene attualmente il rapporto di conto corrente il problema potrebbe avviarsi verso soluzione anche con una attestazione sulla circostanza lei non è stato mai segnalato alla Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) e/o al Prefetto per emissione di assegni privi di copertura.

Non si tratta quindi di contestare un vizio di notifica, in quanto l’atto di ingiunzione prefettizia, a lei destinato, non avrebbe dovuto proprio sussistere (in pratica, è nullo nella sostanza): tuttavia, conviene inviare copia della denuncia alla Prefettura di Napoli (l’ente creditore) insieme ad un’istanza di sgravio della sanzione amministrativa. Analogamente, le conviene recarsi alla sede di Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER), territorialmente competente, per presentare, anche qui, istanza in autotutela per lo sgravio della cartella di pagamento (conseguente all’omesso adempimento verso l’ordinanza ingiunzione) ed allegando la solita copia della denuncia esposta all’Autorità Giudiziaria (sarà poi ADER a trasmettere le carte alla Prefettura di Napoli da cui ha ricevuto il mandato alla riscossione). Della serie, Melius est abundare quam deficere.

Acquisire copia della documentazione (compresa la relata di notifica dell’ordinanza ingiunzione) presso la Prefettura di Napoli sarebbe tuttavia importante perché, a parte la possibile corretta ricostruzione di tutta la vicenda, le cose si potrebbero complicare (solo nel senso da costringerla a perdere altro tempo – lei non è tenuto a pagare una sanzione amministrativa per un illecito che non ha commesso) qualora la PA eccepisse che, a fronte di una eventuale corretta notifica dell’ordinanza ingiunzione (perfezionatasi anche per compiuta giacenza), la sua denuncia avrebbe dovuto essere più tempestiva.

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