Patrizio Oliva

Nella situazione descritta, coniuge premorto e due figli, con il testamento olografo possono essere attribuiti due terzi della massa ereditaria ai due figli legittimari (un terzo ciascuno), mentre un terzo è la quota disponibile al de cuius per donazioni in vita o per assegnazione dei beni a soggetti non legittimari. Dal contesto è evidente, dunque, che il legittimario abbia voluto (e potuto) assegnare con testamento ai due nipoti, figli di un legittimario in vita, non più di un terzo dei beni lasciati in eredità.

Ne discende che, qualora il creditore intendesse agire ex articolo 2900 articolo del codice civile, secondo il quale, per assicurare che siano soddisfatte o conservate le sue ragioni, il creditore può esercitare i diritti e le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitore pretermesso e che questi trascura di esercitare (nella fattispecie rivendicare il terzo di eredità dalla quale è stato escluso), egli potrà chiedere, giudizialmente, ed ottenere, un terzo dell’eredità del de cuius.

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