Chiara Nicolai

La buona notizia è che dei debiti di una srls ne rispondono i soci nel limite di quanto conferito al capitale sociale o ricevuto dal liquidatore dopo la cessazione dell’attività.

La cattiva notizia, purtroppo, detto papale papale al fine di sopire inutili aspettative, è che la srls è ormai bruciata e andrebbe liquidata: qualsiasi visura al registro imprese ed alle centrali rischi metterebbe in evidenza la situazione debitoria, direi irreversibile, in cui versa la compagine sociale: anche pagando tutti i debiti a saldo stralcio – ammesso che si trovi un finanziatore filantropo e avvezzo a fare beneficenza ad una srl decotta o un garante inesperto tuffatore che volesse assumersi il rischio, certo, di rompersi il collo in un triplo salto mortale carpiato avvitato con due rotazioni – per tre anni, almeno, a partire da una ipotetica estinzione dei debiti al momento acquisiti (e ristrutturati), non trovereste nessuna banca o finanziaria disposta a erogare ulteriore credito alla società.

Analogo discorso se – non è chiaro dal contesto – uno dei soci avesse prestato fideiussione a favore della società e si trovasse impegolato nei debiti della srls: non c’è possibilità di ricominciare, almeno serenamente, da zero (cose che accadono solo nelle favole). Nessuna banca o finanziaria accetterebbe di erogare altri prestiti ad una srls garantita da un fideiussore già sommerso dai debiti.

Per il resto, mi spiace, ma bisogna attendere che i creditori si facciano avanti per poter proporre una soluzione transattiva a saldo stralcio.

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