Ludmilla Karadzic

Ci spiace che lei abbia sudato freddo leggendo un nostro titolo in cui si specificava che le volture comportano accettazione tacita dell’eredità. Tuttavia, il contenuto del post specificava il contesto con maggiore completezza e chiarezza: si trattava di volture catastali e non di utenze.

In altre occasioni è forse stato consigliato il subentro, ma per un eccesso di scrupolo, per evitare qualsiasi remota contestazione, e solo perchè chi ci aveva interpellato aveva espresso l’intenzione di rinunciare all’eredità, ma non aveva ancora effettuato l’operazione di voltura/subentro.

Ed anche perchè, soprattutto con la voltura, si è tenuti al pagamento dei corrispettivi ancora dovuti (morosità pregresse) dal precedente titolare del contratto di fornitura di energia elettrica e/o gas, quando sussistano rapporti di parentela o di fatto tali da presupporre una continuità con il cliente uscente: e, il pagamento da parte del chiamato dei debiti ereditari, beninteso con denaro dell’eredità, presupporrebbe, giuridicamente, accettazione tacita dell’eredità.

Tuttavia, la voltura di un contratto di fornitura di energia – in assenza di morosità pregresse – è semplicemente la variazione della titolarità di un contratto da un cliente ad un altro con il medesimo venditore con il quale è possibile negoziare anche nuove condizioni contrattuali, senza interruzione dell’erogazione di energia elettrica e di gas. L’esigenza di non interrompere l’erogazione di energia non può certo determinare, a nostro modesto avviso, l’accettazione tacita di eredità.

E, ad oggi, è quello che conta, la giurisprudenza di legittimità è unanime nel considerare come accettazione tacita dell’eredità le volture catastali dei beni appartenenti al de cuius (senza alcun riferimento alle volture dei contratti di fornitura di energia).

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