Annapaola Ferri

Di conseguenza per mancati versamenti d imposta di una srl fallita può rispondere l’amministratore? Ma con beni personali? Serve una condanna?

Stiamo parlando di condotte dell’amministratore ben circoscritte e di rilevanza penale (occorre cioè una condanna in sede penale).

Un esempio

Solo per portare un esempio, la Corte di Cassazione (sentenza 1738/2015) ha affermato che l’esistenza di beni della società che possano essere utilmente sottoposti a sequestro preclude la possibilità di sequestrare i beni degli organi sociali (ad esempio, i beni dell’amministratore).

Nella specie, si trattava di un procedimento penale a carico del rappresentante legale di una srl indagato per il reato di omesso versamento Iva, previsto e punito dall’articolo 10-ter del Decreto legislativo 74/2000.

In tale ambito, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva disposto il sequestro preventivo per equivalente su alcuni beni mobili ed immobili di proprietà dell’indagato.

La Cassazione ha annullato il provvedimento in questione, ritenendo appunto che, prima di procedere al provvedimento cautelare per equivalente nei confronti dell’amministratore, è necessario tentare direttamente il sequestro sui beni societari, frutto dell’illecito.

Altro esempio (Cassazione sentenza 39437/2014)

L’assunzione della carica di amministratore comporta, per comune esperienza, una minima verifica della contabilità, dei bilanci e delle ultime dichiarazioni dei redditi. Ove ciò non avvenga, è evidente che colui che subentra nelle quote e assume la carica si espone volontariamente a tutte le conseguenze che possono derivare da pregresse inadempienze.

Nel caso in esame, la carica di amministratore della società a responsabilità limitata era stata assunta circa un mese prima della scadenza del termine di pagamento per il versamento (poi omesso) delle ritenute d’acconto operate dalla società.

Per i giudici di legittimità, inoltre, non si trattava di un debito verso l’erario particolarmente remoto o nascosto, poiché i versamenti dovuti erano relativi all’ultima dichiarazione con modello 770 e quindi bastava, prima di assumere la carica di amministratore, chiedere di visionare la documentazione fiscale più recente. Le verifiche, dunque, erano assai semplici e coincidevano con i minimi riscontri d’obbligo che devono essere eseguiti prima del subentro nella carica. E, anche ammesso che il nuovo amministratore, da poco subentrato nella carica, non avesse eseguito neppure tale elementare riscontro, si tratterebbe comunque di un fatto-reato addebitabile a titolo di dolo eventuale, quale sarebbe l’elemento psicologico di colui che (in ipotesi) diviene amministratore di una srl senza alcun previo controllo di natura puramente documentale almeno sugli ultimi adempimenti fiscali.

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