Stefano Iambrenghi

In italia, il problema dei contratti di locazione, o affitti, in nero, è reale e di grossa portata: l’evasione ai danni dello stato è ingente, e spesso le problematiche che ne conseguono, sia per locatori (proprietari) che locatari (inquilini), possono essere spiacevoli.

Comunque, va detto, innanzitutto, che il contratto di locazione non registrato all’Agenzia delle Entrate è nullo, ma la responsabilità per il mancato versamento dell’imposta di registro è solidale, questo significa che è sia del locatore che del locatario.

Colui che affitta l’immobile, insomma, è corresponsabile per l’evasione dell’imposta di registro e l’Agenzia delle Entrate può richiederne il pagamento notificando una cartella esattoriale.

Il padrone di casa ha 30 giorni di tempo per procedere alla registrazione e, come affermato di recente dalla Cassazione, è possibile una registrazione tardiva che sanerà la nullità: ma se il locatore non effettua la registrazione, può farlo il conduttore.

Nel caso in cui, invece, il contratto di locazione sia stato registrato con un prezzo inferiore rispetto a quello effettivamente versato, il conduttore può limitarsi a pagare il canone riportato sul contratto, senza rischiare sfratti o decreti ingiuntivi.

Per legge, infatti, è valido solo il canone che risulta sul contratto registrato.

Per ciò che è stato pagato in più in passato è possibile chiedere la restituzione entro 6 mesi da quando si lascia l’appartamento.

In linea generale, comunque, l’affitto in nero comporta la nullità del contratto.

Questo vuol dire che l’affittuario non è tenuto a rispettare le varie clausole della scrittura privata: non può ricevere un decreto ingiuntivo se non paga i canoni di locazione, non è tenuto a dare un preavviso se vuole lasciare l’immobile e non può essere sfrattato alla scadenza del contratto.

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