Ludmilla Karadzic

Se abbiamo compreso bene, il contratto di prestito, almeno quello relativo al secondo finanziamento, prevede l’addebito permanente della rata di rimborso mensile in conto corrente, ragion per cui lo stipendio erogato dal datore di lavoro italiano viene accreditato ancora sulla banca francese.

Tuttavia, visti gli aggravi di spesa per la tenuta del conto corrente francese lei sta pensando di tagliare i ponti con l’istituto di credito transalpino, ma si preoccupa delle conseguenze che potrebbero derivare da questa sua scelta.

Anche se tutto dipende dalle politiche aziendali di recupero del credito stabilite in seno alla banca francese (cessione del credito, azione stragiudiziale e/o giudiziale diretta) direi che, nel suo caso, il creditore ha tutti gli elementi per poter avviare una semplice azione esecutiva (pignoramento dello stipendio) senza dover affrontare le ulteriori spese di rintraccio del debitore e di individuazione dei beni da aggredire.

Pertanto, il consiglio è quello di procedere modificando dapprima il metodo di pagamento delle rate mensili del prestito (ci dovrà pur essere un modo alternativo previsto per il debitore) e successivamente chiudendo il rapporto di conto corrente.

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