Marzia Ciunfrini

La querela è la dichiarazione con la quale la persona che ha subito un reato esprime la volontà che si proceda per punire il colpevole: bisogna stare molto attenti a scrivere una querela in quanto si potrebbe poi subire una controquerela per calunnia o diffamazione. In queste cose l’ideale è farsi assistere da un penalista.

Con l’avvocato di fiducia bisognerà anche decidere per conto di chi deve deve essere presentata la querela e a quale scopo: in effetti, se la querela è finalizzata ad un risarcimento danni, naturalmente sempre qualora venisse accertata la responsabilità del terapista per aver falsamente attestato di aver sottoposto sua madre a cure, in realtà mai effettuate, allora la danneggiata è sua madre. La richiesta di risarcimento danni deve essere motivata e quantificata, e quindi, nella fattispecie, pressoché impossibile che il figlio disoccupato dell’inferma possa eccepire richiesta di risarcimento danni per la sola firma falsa apposta a suo nome.

Sua madre, invece, indipendentemente di chi sia la firma simulata dal terapista, potrebbe pretendere un risarcimento danni per aggravamento delle proprie condizioni in conseguenza delle necessarie cure eventualmente non prestate dal terapista.

Per intenderci, qualora le cure necessarie siano state effettivamente prestate e la firma falsa sia stata apposta solo per adempiere a procedure finalizzate ad ottenere il legittimo compenso dalla ASL (il paramedico potrebbe aver dimenticato di far apporre la firma ad uno dei suoi genitori in occasione delle sedute di fisioterapia) allora resterebbe solo da censurare il comportamento penalmente rilevante del terapista, ma sia sua madre, che, soprattutto lei, il figlio, non avreste titolo alcuno per richiedere un risarcimento danni. Diverso il discorso se, invece, le firme false siano state apposte per ottenere dalla ASL (via centro convenzionato) compensi per terapie non effettuate.

In ogni caso, tuttavia, per avviare un contenzioso giudiziale di risarcimento danni, occorrerebbe comunque un avvocato ed una azione giudiziale autonoma, incardinata a valle dell’accertamento positivo della falsità della firma (Autorità giudiziaria a cui verrà trasmessa la querela) e delle conseguenza patite da sua madre per le mancate cure a cui avrebbe dovuto essere sottoposta (consulente medico di parte).

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