Patrizio Oliva

Nei giorni scorsi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, AGCM, aveva disposto, al termine di un procedimento istruttorio, la sospensione della nuova policy per bagagli a mano a pagamento delle compagnie low-cost Ryanair e Wizz Air, poiché considerata ingannevole: nei giorni, successivi, però, navigando sul sito, molti si sono accorti che non è cambiato assolutamente nulla.

Infatti, le due compagnie low cost continuano a vendere i biglietti chiedendo poi un extra per imbarcarsi con un secondo effetto personale.

Come noto, entrambe le compagnie hanno annunciato ricorso e la questione sarà affrontata al Tar del Lazio.

Anche perché, spiega Ryanair, l’Antitrust non può decidere su questioni che riguardano la sicurezza aerea o la puntualità dei voli.

Dunque, le attività continuano come prima e l’extra per il bagaglio a mano viene chiesto al momento della prenotazione.

Continuando così, però, le compagnie rischiano 5 milioni di euro di multa o lo stop dei voli.

Ma c’è un però.

L’Agcm, da parte sua, chiarisce che lo stop all’extra sul bagaglio a mano si dovrebbe applicare soltanto ai voli nazionali (cioè che prevedono una partenza da uno scalo italiano e un arrivo in un altro scalo italiano) e a quelli Italia-estero (decollo da un aeroporto italiano e atterraggio in un aeroporto straniero).

Le due low cost, quindi, possono regolarmente applicare la tariffa aggiuntiva ai collegamenti dall’estero verso il nostro Paese in quanto l’origine è di un’altra giurisdizione.

E sugli eventuali rimborsi, spiega ancora il garante, occorre rivolgersi alle associazioni dei consumatori.

Per adesso, il vettore irlandese continua a fare orecchie da mercante: vedremo come proseguirà la vicenda.

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