Gennaro Andele

Da un gruppo di studiosi di alcune facoltà universitarie USA è emerso che ci sarebbe una falla nel servizio 4g, ovvero la connessione dati degli smartphone, che permetterebbe agli hacker di spiare le nostre conversazioni e appropriarsi dei nostri dati.

Tutto si basa sul funzionamento delle celle broadcasting per la trasmissione del segnale di rete 4G.

Quando si richiede una connessione la centrale invia un comando Pass che collega l’utente al server garantendo il servizio.

L’apparecchio usato dagli hacker è un’antenna con funzione di bridge network, il che significa che il malintenzionato funge da “provider dislocato” del principale, come in una sorta di attacco man-in-the-middle molto sofisticato.

Tutto ciò che digitiamo, condividiamo ed usiamo è sotto l’occhio del criminale.

Per far funzionare lo stratagemma, ad ogni modo, è necessario che la fonte sia a breve distanza dal richiedente connessione.

Solo in questo modo il telefono darà priorità a questa cella. In caso contrario l’attacco non sarò completato.

L’errore non è stato mai corretto e si spera che la situazione migliori in vista della nascita delle prime centraline 5G.

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