Lilla De Angelis

Innanzitutto conviene comunicare formalmente (con raccomandata AR) il decesso del contraente alla società fornitrice di energia, trasmettendo copia del certificato di morte.

Poi, se proprio vogliamo ritenere legittimo configurare come un debito del defunto il costo dei consumi di energia successivi alla morte del contraente, va precisato che tale costo va ripartito fra lei ed il suo fratellastro (i coeredi del debitore non sono debitori solidali). Infatti, i coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti del defunto in proporzione delle loro quote ereditarie (articolo 752 del codice civile).

Se lei, come sembra, non era in possesso di beni ereditari al momento del decesso di suo padre, avrebbe potuto rinunciare all’eredità entro dieci anni dal decesso. E’ questo, probabilmente, il motivo per cui la richiesta dei consumi relativi al triennio 2015-2017 è pervenuta solo adesso. La rinuncia all’eredità potrebbe essere una soluzione, se ci fosse ancora tempo.

Inoltre, la pretesa potrebbe essere proficuamente contestata esibendo alla controparte i certificati di residenza storico di suo padre e del suo fratellastro, per dimostrare che alla data del decesso quest’ultimo conviveva con il de cuius e che dopo il decesso egli ha continuato ad occupare l’appartamento servito dalla fornitura.

Per finire: io, personalmente, al suo posto, ignorerei la richiesta, soprattutto se le è stata recapitata per e-mail o per posta semplice: assomiglia tantissimo ad uno dei soliti maldestri tentativi di spillare denaro non dovuto.

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