Ludmilla Karadzic

Secondo i giudici della Corte di cassazione (ordinanza 27417/2017) ciascun coerede può agire nei confronti del debitore del de cuius per la riscossione dell’intero credito, ovvero della quota proporzionale a quella ereditaria vantata, senza la necessità del coinvolgimento degli altri coeredi, e soprattutto senza che venga in alcun modo precisato che l’iniziativa del coerede sia ammessa solo allorquando avvenga nell’interesse della comunione ereditaria.

Ora, atteso che la società di gestione del risparmio (SGR) è debitrice del defunto, ne discende che ciascun coerede può prelevare le quote di spettanza, senza che la SGR possa opporre il mancato consenso degli altri coeredi.

Di solito la SGR valorizza l’intero asset del de cuius al momento della richiesta presentata dal singolo coerede, calcola la quota ereditaria spettante al richiedente, e, liquida per equivalente.

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