Patrizio Oliva

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm o Antitrust), ha emanato un ultimatum alla compagnia low cost Ryanair: 9 giorni di tempo per preparare memoria difensiva e spiegare il perché della scelta commerciale, ritenuta scorretta, relativa al sovrapprezzo per il bagaglio a mano, prima gratuito.

Nel mirino, insieme alla compagnia irlandese, anche l’ungherese Wizz Air, che avendo adottato la stessa policy è incappata nello stesso provvedimento.

Tutto nasce dalla, chiacchieratissima, iniziativa della compagnia aerea di rendere a pagamento i bagagli a mano dal prossimo primo novembre.

I classici trolley da cabina, quelli dalle dimensioni compatte e dal peso massimo di 10 kg, non saranno più gratuiti sui voli della compagnia low cost che di fatto, negli ultimi anni, ha reso celebre questa tipologia di volo con bagaglio a bordo, scardinando vecchie abitudini e tariffe proibitive.

Ma per l’Agcm, questa scelta, rappresenta una politica commerciale scorretta.

Sussisterebbe, infatti, un danno per i consumatori, costretti a pagare un supplemento rispetto alle tariffe standard della compagnia per un servizio che è un elemento essenziale del contratto di trasporto.

Ricordiamo che la politica dei bagagli di Ryanair era già finita nel mirino dell’Antitrust all’inizio del 2018, a causa del supplemento richiesto per l’imbarco prioritario obbligatorio, al fine dir non mettere il bagaglio a mano in stiva.

Per non dimenticare della multa da 1,85 milioni comminata lo scorso anno per il caos dei voli a settembre e ottobre, causati dallo sciopero dei piloti.

Esultano, per il momento, i consumatori, che avevano tempestato di migliaia di telefonate e messaggi il vettore per protestare sul pagamento in più richiesto da Ryanair.

Chissà come andrà a finire quest’altra vicenda.

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