Carla Benvenuto

Sicuramente, attuando il progetto che ipotizza (doppia apertura di conto corrente all’estero) renderebbe pressoché impossibile, ad un creditore, l’escussione, all’estero, dei crediti vantati nei suoi confronti.

Condivido (reputo, anzi, indifferibile) il proposito di alienare la sua proprietà immobiliare che verrebbe sicuramente ipotecata, e poi nel tempo, con l’accumularsi del debito, pignorata e quindi espropriata.

Restando in Italia dovrà tenere in considerazione anche le azioni esecutive cui verrebbe assoggettato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione: dal momento che non vorrà certamente denunciare, nella dichiarazione dei redditi, il secondo conto corrente aperto all’estero, e stante il bonifico effettuato dall’Italia verso il primo conto estero, verrà inevitabilmente fatto oggetto di sanzioni ed accertamenti fiscali.

In ogni caso, in Italia dovrà vivere da nullatenente, il che significa che le sue prestazioni lavorative dovranno essere svolte rigorosamente in nero e non potrà intestarsi veicoli.

Non iscrivendosi all’AIRE, non potrà venire a conoscenza di eventuali atti destinati a lei durante la sua permanenza all’estero, ma la notifica si perfezionerà, correttamente, per compiuta giacenza.

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