Marzia Ciunfrini

Non costituiscono oggetto della comunione e sono debiti personali del coniuge:

– i debiti acquisiti prima del matrimonio e quelli acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di accettazione dell’eredità;

– i debiti acquisiti per l’acquisto di beni di uso strettamente personale del coniuge ed i loro accessori (orologi, collane, prodotti di bellezza, gioielli, vestiti);

– i debiti che servono all’esercizio della professione del coniuge, tranne quelli formatisi per per prestiti ottenuti e destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;

– i debiti derivanti da risarcimento del danno per responsabilità del coniuge;

– i debiti riconducibili all’acquisto di beni immobili, o di beni mobili, effettuati dal coniuge dopo il matrimonio, ed esclusi esplicitamente dalla donazione nell’atto notarile di acquisto.

Pertanto, poichè non si può asserire che l’automobile, qualora intestata alla moglie, sia destinata all’esercizio della professione (che risulta essere disoccupata), e nell’ipotesi che nell’atto di acquisto del veicolo non sia dichiarata l’esclusione del bene dalla comunione, il marito è responsabile in solido delle sanzioni amministrative comminate alla moglie, alla guida dell’auto ad ella intestata. Peraltro il marito sarebbe obbligato in solido al pagamento della multa anche nel caso in cui il veicolo fosse intestato al solo marito e l’infrazione fosse stata commessa dalla moglie.

Invece, il marito non è responsabile per i debiti che cadranno, eventualmente, a carico della moglie come conseguenza dell’accettazione dell’eredità del padre.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.

Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca