Lilla De Angelis

Ad integrazione del precedente quesito preciso che il mio stipendio netto è 1.600 euro/mese ma poichè 800 euro vengono versati direttamente dall’azienda alla mia ex-coniuge (in seguito a sentenza di separazione per alimenti ai minori) ricevo 800 euro come bonifico dall’azienda per cui lavoro. Sulla base di ciò è possibile per il creditore procedere al pignoramento del quinto dello stipendio e se si in che misura?

Con questa precisazione, e rapportandoci a quanto già accennato, riguardo l’assenza di una giurisprudenza univoca sulla questione, si può aggiungere che se lei capita in un Tribunale, in cui la ritenuta diretta viene equiparata ad un pignoramento, il suo stipendio sarà considerato al momento impignorabile, in quanto il prelievo già applicato è pari al 50% della busta paga (valorizzata al netto degli oneri fiscali e contributivi, e al lordo della ritenuta diretta); il prelievo della metà dello stipendio del debitore è, infatti, il massimo consentito dall’articolo 565 del codice di procedura civile quando il dipendente è afflitto da pignoramenti concorrenti. Altrimenti, il prelievo alla fonte si attesterò al 20% della retribuzione, cioè lei subirà un’ulteriore taglio di 320 euro al mese.

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