Patrizio Oliva

Qualche settimana fa è venuto alla luce uno scandalo, per quanto riguarda Easyparking e i parcheggi low cost vicini agli aeroporti: molte auto, a causa dell’eccessiva richiesta estiva, venivano spostate altrove, all’insaputa degli automobilisti.

I clienti, dunque, lasciavano le auto al parcheggio legale, che si trova a pochi minuti dallo scalo aeroportuale, convinti di affidarsi a un servizio in grado di garantire nel miglior modo possibile la sicurezza dell’automezzo, come assicurato sul sito web del parcheggio, dove si promettono anche controlli costanti (24 ore al giorno per 365 giorni l’anno) con telecamere e barriere anti intrusione.

Poi i titolari spostavano centinaia di macchine in altre aeree non protette, per poter accogliere più mezzi.

Ci sono anche casi di macchine lasciate lungo la strada, ma non solo.

Alcune persone, di rientro dalle vacanze, assicurano di aver trovato le automobili graffiate e addirittura con diverse centinaia di km in più sul contagiri.

Altre esperienze, al limite del reale, sono quelle di chi al ritorno non ha potuto riprendere le auto, perché i proprietari del parcheggio avevano smarrito le chiavi.

Insomma, un’odissea infinita.

Dunque, bisogna fidarsi di questi parcheggi?

In linea generale, la stragrande maggioranza è onesta.

Certo, se si riesce ad utilizzare il parcheggio ufficiale dell’aeroporto (che costa di più), prendere un taxy o a farsi accompagnare, si rischia meno.

Comunque, se si opta per il parcheggio low cost, sempre meglio prendere qualche precauzione: foto al contagiri, all’automobile (per poter riscontrare danneggiamenti successivi), e ricordarsi sempre di portare il libretto con se.

Forse anche meglio lasciarla quasi a secco di benzina: non si sa mai.

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