Marzia Ciunfrini

Il rapporto di prestazione d’opera professionale postula il conferimento del relativo incarico in qualsiasi forma idonea a manifestare il consenso delle parti, sicché, quando sia contestata la instaurazione di un siffatto rapporto, grava sull’attore (l’avvocato) l’onere di dimostrarne l’avvenuto conferimento, anche ricorrendo alla prova per presunzioni, mentre compete al giudice del merito valutare se gli elementi offerti, complessivamente considerati, siano in grado di fornire una valida prova presuntiva. Quella appena trascritta è una massima estratta da una recente sentenza della Corte di cassazione, in particolare la numero 11283/2018.

In altre parole, il suo avvocato potrebbe trascinarla in Tribunale e dimostrare con prove presuntive il conferimento dell’incarico: ad esempio, il fatto che il legale della banca fosse chiamato a riferire proprio a quell’avvocato e con lui dovesse concordare l’entità del bonifico per il componimento stragiudiziale di una pratica relativa ad una fideiussione a carico di un determinato cliente.

Certo, il cliente che contestasse il conferimento dell’incarico potrebbe difendersi asserendo che le informazioni necessarie ad espletare l’incarico (istituto di credito, posizione fideiussoria) l’avvocato fosse andato a reperirle in Centrale Rischi, muovendosi poi autonomamente al solo scopo di intascare la parcella. Ma lei crede che un giudice riterrebbe credibile una simile linea di difesa? E l’importo a saldo stralcio concordato nel chiudere la transazione con la banca creditrice, non costituirebbe comunque un vantaggio conseguito a favore del cliente?

Il suggerimento spassionato è quello di abbandonare un’idea (malsana, a mio giudizio) che potrebbe metterla in guai seri e tentare, invece, di far pesare, sotto l’aspetto etico professionale, la scarsa diligenza profusa dall’avvocato nel curare la transazione puntando ad uno sconto consistente della parcella. Ma le sconsiglio, con tutto il cuore, di aprire un contenzioso in cui la controparte potrebbe ridurla (metaforicamente, s’intende) a brandelli.

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