Gennaro Andele

Le compagnie di telefonia leader nel settore, ovvero Wind/Tre, Vodafone e Tim, sono state sanzionate, recentemente, dall’Agcm, per aver minacciato i propri clienti, inviando solleciti di pagamento per fatture non saldate e presunti addebiti insoluti, anche oggetto di contestazione, paventando l’iscrizione del consumatore alla banca dati dei morosi SIMoITel, che in realtà non è ancora operativa.

Così, come accennato L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Agcm, nella sua adunanza del 1 agosto 2018, ha chiuso tre procedimenti istruttori per pratiche commerciali scorrette, sanzionando Wind Tre S.p.A. Telecom Italia S.p.A. e Vodafone Italia S.p.A. per un ammontare complessivo di 3,2 milioni di euro.

Le società sopra citate avrebbero inviato delle lettere a clienti presunti morosi, invitandoli in maniera piuttosto aggressiva al pagamento, pena l’iscrizione del proprio nominativo alla banca dati denominata S.I.Mo.I.Tel.

Partendo dal presupposto che quest’ultima non è ancora attiva, l’unico scopo di Wind Tre, Tim e Vodafone è stato reputato quello di indurre i clienti al pagamento anche per vie traverse.

L’Antitrust ha, inoltre, precisato che queste lettere sarebbero dovute essere inviate solo ai morosi intenzionali e non a quelli che avevano tutti i requisiti per fare opposizione contestando l’inesattezza delle somme di denaro richieste.

Con solleciti come quelli inviati dalle aziende, invece, il consumatore verrebbe indotto a pagare indipendentemente dalla legittimità dell’addebito che gli viene contestato, proprio per evitare l’iscrizione a una banca dati che gli impedirebbe poi di fare contratti con altri operatori.

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