Marzia Ciunfrini

L’avvocato chiederà al giudice l’emissione di un decreto ingiuntivo, a carico del cliente inadempiente, ex articolo 633 del codice di procedura civile sulla base del mandato conferitogli e di una parcella approvata dal consiglio dell’ordine forense.

Al decreto ingiuntivo, quando sarà notificato, il cliente potrà opporsi, esclusivamente con il supporto tecnico di un legale, potendo limitare la contestazione all’effettiva erogazione della prestazione o all’entità del compenso preteso (quest’ultima missione pressoché impossibile, qualora la parcella sia stata vidimata dall’ordine forense).

Il cliente, a propria tutela, potrà ricorrere alla negoziazione assistita (ex decreto legge 132/2014) e, qualora tale procedura sortisca esito negativo, citare l’avvocato in giudizio per vedere accolta la richiesta di risoluzione del mandato per inadempimento del professionista, con la contestuale restituzione dell’anticipo versato ed il risarcimento del danno eventualmente patito.

Per la natura della controversia, dovendo essere necessariamente richiesti la restituzione dell’intero compenso già anticipato e l’annullamento del debito residuo, il contenzioso giudiziale non potrà che essere incardinato presso il Tribunale, previo esperimento di un tentativo di mediazione obbligatorio, pena l’improcedibilità della domanda.

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