Giovanni Napoletano

In realtà, chi pensava che la diatriba delle bollette a 28 giorni fosse oramai chiusa e risolta dalle ultime decisioni dell’AGCOM e dell’Antitrust, si sbagliava: un nuovo esposto, infatti, è arrivato nelle scorse ore sul tavolo dell’AGCOM, presentato dal CODACONS.

A parere della nota associazione di consumatori, in particolare TIM e Wind Tre, non hanno revocato gli aumenti in questione, nonostante le precedenti indicazioni date dalla stessa AGCOM e dall’Antitrust.

Cio, poiché entrambe le società TLC avevano già avvisato di aumenti consistenti i propri clienti e, a seguito delle decisioni prese in materia dall’AGCOM, invece di fare marcia indietro si sono limitate a inviare nuovi SMS in cui i precedenti aumenti venivano ritoccati al ribasso, ma non eliminati.

In particolare TIM aveva comunicato aumenti dell’8,6 %, diminuiti poi dello 0,4 %, mentre Wind Tre sarebbe passata dall’iniziale 8,6 % all’8,3 %.

Insomma, una sorta di sfottò ai consumatori.

L’esposto presentato dal CODACONS inoltre è stato affiancato anche da alcune interrogazioni parlamentari presentate al ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio da alcuni deputati della Lega e di Fratelli d’Italia, che hanno chiesto al Governo se intendesse assumere iniziative normative per garantire la piena tutela dei consumatori.

La risposta del MISE, arrivata ieri durante un question time alla Camera in Commissione Trasporti e TLC, ha ribadito la competenza dell’AGCOM sulla questione, ricordando che l’Autorità ha avviato lo scorso maggio anche i relativi procedimenti sanzionatori, tuttora in fase istruttoria.

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