Giuseppe Pennuto

Quando viene commesso il reato di guida in stato di ebbrezza (da ricordare che si va sul penale solo per valori superiori a 0,8 g/l), in tribunale si può scegliere di commutare la pena detentiva con lo svolgimento dei lavori socialmente utili o di pubblica utilità: in passato, però, non era chiaro se ciò comportasse anche la rimozione delle sanzioni accessorie, come ad esempio la sospensione della patente.

A fare luce sulla questione, visti gli orientamenti contrastanti dei tribunali di merito, ci ha pensato la Corte di Cassazione.

Secondo i giudici del Palazzaccio, infatti, nel caso in cui il giudice sostituisca all’imputato del reato in stato di ebbrezza la pena detentiva con i lavori di pubblica utilità, non può contestualmente procedere alla sospensione della patente.

Ciò è quanto chiarito con la sentenza 48330/2017.

A parere degli Ermellini, dunque, in caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il Giudice deve fissare una nuova udienza e dichiara estinto il reato, disponendo la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revocando la confisca del veicolo sequestrato.

Al contrario, qualora si verifichi la violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il Giudice dispone la revoca della pena sostitutiva, della sanzione amministrativa, della sospensione della patente e della misura di sicurezza della confisca.

Quindi, in parole povere, se si vuole dimezzare la sospensione della patente si può optare per i lavori socialmente utili, ma occhio alla negligenza nell’effettuarli, potrebbe costarvi caro!

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