Patrizio Oliva

Soisy, una startup fondata nel 2015, ha portato il fenomeno del social lending in Italia, offrendo costi contenuti e trasparenza e permettendo prestiti “p2p” tra privati ed acquisti a rate.

Ma, in sostanza, di cosa si tratta e come funziona questa piattaforma?

Praticamente, è un prestito tra privati, tutto online, in grado di far spendere di meno.

Negli Stati Uniti, in Cina e nel Regno Unito, il peer-to-peer lending è oramai una realtà consolidata in grado di muovere miliardi di dollari di capitali, ma a questa nuova frontiera si sta affacciando anche l’Italia con una manciata di startup che agiscono nel nostro paese da qualche anno e che stanno cercando di farsi spazio, offrendo credito ad un costo più basso e con meno burocrazia da digerire.

Una di queste è, appunto, Soisy, che si sta diffondendo come soluzione alternativa di pagamento in diversi negozi e siti e-commerce convenzionati.

L’idea è quella di far incontrare i clienti (che hanno bisogno di un finanziamento), i negozi (che devono vendere) e i privati che vogliono investire, provando a far guadagnare (o perlomeno risparmiare) tutti.

I gestori hanno l’accredito della somma in 24 ore, gli investitori ricevono un interesse che parte dal 4%, mentre chi fa acquisti può pagare a rate, spendendo meno in termini di interessi e con una perdita di tempo massima di cinque minuti.

Con la possibilità di dilazionare il pagamento anche online.

Il funzionamento è semplice: basta riempire il carrello, scegliere l’opzione ‘acquisto a rate’ e il gioco è fatto.

Soisy fa controlli molto rigorosi sulla solvibilità dei richiedenti: nonostante questo, riesce a finanziare un prestito in tempi brevissimi.

Una richiesta di prestito su Soisy viene finanziata in un lasso di tempo che va da poche ore a pochi giorni.

Per controllare l’identità, le persona vengono chiamate sul cellulare, serve la foto della carta d’identità e un selfie, poi
si valutiamo la sua storia sul sistema di informazioni creditizie con cui i gestori accedono tutti i dati.

Ci sono rischi, perché ogni prestito è associato ad un investitore, per cui se il debitore non paga, si rischia di non rivedere i soldi indietro.

Per questo, ogni finanziamento è dilazionato tra decine di privati ed esiste una sorta di salvadanaio di garanzia: una clausola che permette a chi investe di rinunciare a una parte dei propri rendimenti per avere le spalle coperte in caso uno uno o più prestiti siano insolventi.

Uno strumento di reciproca tutela tra gli investitori che rinunciano a una piccola fetta dei loro guadagni per ammortizzare le perdite di tutti i partecipanti.

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