Genny Manfredi

In caso di decesso del nonno a seguito di un incidente stradale, i nipoti, non conviventi, hanno la possibilità di ottenere un risarcimento danni, non patrimoniale, da uccisione, solo in alcuni casi.

In una fattispecie simile a quella da Lei descritta, infatti, la Corte di Cassazione, con sentenza 29332/17, ha stabilito che in caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale da uccisione, i prossimi congiunti del defunto, devono provare la effettività e la consistenza della relazione parentale, non essendo essenziale, tuttavia, che sussista il rapporto di convivenza, il quale, al più, può costituire un elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità.

E ancora, proseguono gli Ermellini, a prescindere dal requisito della convivenza, si deve presumere che il nipote subisca un pregiudizio non patrimoniale in conseguenza della morte del nonno, a causa della perdita della relazione con una figura di riferimento e dei correlati rapporti di affetto e di solidarietà familiare.

In parole povere, per ottenere un risarcimento dei danni non patrimoniale, per la perdita del nonno, ucciso da un pirata della strada, al nipote non serve provare la convivenza con il trapassato, ma deve di mostrare di aver subito un profondo danno morale derivante dalla perdita del congiunto.

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