Simone di Saintjust

No, non è possibile uscire dalla situazione in cui lei è venuto a trovarsi: peraltro vitto e alloggio (più badanteria da parte di mammà, oltre al servizio di lavanderia ed eventuale stiro) costano tanto, almeno dalle mie parti. Se lei avviasse un’azione giudiziale correrebbe il rischio di vedersi condannato a compensare il prestito erogato con il servizio fruito fino ad oggi (almeno da quando è economicamente autosufficiente e ha percepito il primo stipendio) e, secondo me, il saldo sarebbe a favore dei suoi genitori.

Eppoi, considerando anche il rapporto genitori/figli dei tempi attuali, come il suo quesito ben dimostra, meglio non metter su una famiglia propria: inoltre, ci sarebbero da pagare affitto, bollette acqua, luce e gas, condominio, tassa sulla spazzatura ed altro (un vero incubo, mi creda). E la consorte potrebbe anche decidere, dopo il matrimonio, di separarsi e chiedere gli alimenti. Lei passerebbe dalla padella alla brace: meglio restare con mamma e papà e pagare le rate del prestito, dia retta che le conviene!

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