Giuseppe Pennuto

Una circolare del Ministero dell’Interno, datata 30 marzo 2018, ha creato una bufera nel settore delle vendite dell’usato auto: il parere, infatti, blocca l’utilizzo della targa prova per spostamenti di veicoli già immatricolati e non revisionati ne assicurati.

A parere del Viminale, a poter circolare con targa prova possono essere esclusivamente i veicoli non ancora immatricolati e in genere i veicoli privi di carta di circolazione, compresi quelli per i quali in conseguenza di variazioni tecniche deve essere aggiornata.

Il Ministero dell’Interno afferma nella circolare che il fatto che tra i soggetti che possono richiedere ed ottenere l’autorizzazione alla circolazione di prova siano inclusi anche gli esercenti di officine di riparazione e di trasformazione, non implica affatto che il titolo autorizzativo in esame possa anche servire per la circolazione di veicoli immatricolati non revisionati, privi di assicurazione RCA o quant’altro.

Una bella bega per i concessionari di auto usate, che non potranno più far effettuare al cliente alcun test drive prima dell’acquisto, ne potranno recarsi presso alcuna officina per effettuare un tagliando o una manutenzione, non potranno più portare le auto da un gommista, da un carrozziere o a fare una revisione, non potranno più provare su strada le vetture per constatare eventuali vizi e difetti da ripristinare.

A smacco della legge che regola la garanzia di conformità, dunque, nessun rivenditore d’Italia potrà più constatare l’effettivo e il corretto funzionamento di una vettura prima di rimetterla in vendita.

Tra l’altro, la posizione del Ministero è del tutto contrastante con le indicazioni del Ministero dei Trasporti/Motorizzazione Civile e chiaramente atta a cagionare danni all’ordinaria attività dei concessionari e di altri operatori.

L’utilizzo della targa prova, infatti, è disciplinato dal Ministero dei Trasporti con la circolare 4699/M363 del 4 aprile 2004, che recita: l’autorizzazione alla circolazione di prova può essere utilizzata, dai concessionari, commissionari, agenti di vendita e commercianti autorizzati di veicoli a motore e loro rimorchi, sia per i veicoli nuovi, sia per quelli da essi ritirati in permuta, sempre però soltanto per gli scopi previsti.

Opinioni contrastanti, dunque, e concessionari arrabbiati: ci si aspetta, a breve, un chiarimento.

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