Carla Benvenuto

Per dichiarare l’intervenuta prescrizione di un credito devono essere d’accordo le due parti (il creditore ed il debitore) oppure deve essere coinvolto, dal debitore, un giudice terzo che sancisca l’inesigibilità del credito per intervenuta prescrizione.

Senza, ovviamente, entrare nel merito delle strategie stabilite dal professionista a cui lei si è rivolta e/o sindacare l’importo richiesto per rendere la prestazione, quello che lei può fare è esperire un tentativo di ricorso amministrativo in autotutela, in base al quale presenta un’istanza al creditore chiedendogli di riconoscere prescritte quelle determinate cartelle esattoriali ed avvertendo che, in caso di diniego dell’istanza, si rivolgerà al giudice tributario.

Infatti, il ricorso tributario, non innescato da un atto esecutivo o cautelare successivo alla notifica della cartella esattoriale, è ammissibile solo quando la cartella esattoriale non sia stata validamente notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario. (Cassazione, riuniti in sessione plenaria, nella sentenza 19704/2015).

Insomma, per poter impugnare una cartella esattoriale, eccependone la prescrizione, il suo avvocato deve essere certo che la controparte non possa opporre una valida relata di notifica per quella specifica cartella esattoriale. La ratio sta nel preservare l’economia processuale e limitare il numero di ricorsi ammissibili: inutile impugnare giudizialmente una cartella esattoriale per la quale il concessionario potrebbe anche aver deciso di non procedere esecutivamente, riconoscendone l’intervenuta prescrizione.

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