Paolo Rastelli

Diciamo che attualmente la riscossione coattiva dei debiti esattoriali viene effettuata da Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER), dal momento che Equitalia è defunta da un bel pezzo.

Inoltre, i conti correnti non si ereditano, ma si ereditano le disponibilità lasciate dal defunto (che bisogna depositare in un conto corrente intestato all’erede). Questo per dire che non è praticabile il pignoramento del saldo giacente ancora sul conto corrente del defunto non debitore.

Ammesso che ADER venga a conoscenza del fatto che il debitore disponga di un saldo positivo in un conto corrente a lui intestato (e può saperlo, consultando l’anagrafe tributaria, ma in un contesto di azione finalizzata ad escutere quello specifico debitore), e cioè che il debitore disponga di una somma in grado di soddisfare integralmente o parzialmente il credito vantato (nella fattispecie 50 mila euro), in base all’articolo 72 bis del dpr 602/1973, l’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso la banca (saldo di conto corrente) può contenere l’ordine alla banca di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede.

In pratica, il debitore potrebbe trovarsi, dall’oggi al domani, il conto corrente svuotato. ADER, infatti, non è tenuta a passare per il giudice e non deve notificare il pignoramento al debitore dopo la notifica delle cartelle esattoriali (effettuata anche per compiuta giacenza).

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