Patrizio Oliva

Non si tratta di una bufala: infatti, secondo la Corte di Appello di Roma, Autostrade per l’Italia deve rimuovere il sistema di sorveglianza sul traffico stradale denominato Tutor o Safety Tutor a causa della“contraffazione del brevetto nazionale d’invenzione di cui è titolare la Craft SRL.

Il tutor autostradale, come sappiamo, è un dispositivo capace di leggere le targhe di tutti i tipi di veicoli mediante due postazioni a distanza.

Quando il veicolo passa, viene registrato in entrata e in uscita. Ne vengono calcolati i tempi di percorrenza. E viene così rilevata una eventuale violazione dei limiti di velocità.

Ebbene, i magistrati hanno stabilito che Autostrade Per l’Italia ha copiato il brevetto di una piccola ditta toscana, la Craft di Greve in Chianti (Firenze), prevedendo un sanzione civile in favore della Craft, pari a 500 euro, per ogni giorno di ritardo nell’osservanza della sentenza.

Da notare bene che, però, quello di oggi è solo l’ultimo capitolo di una vicenda che tiene banco da anni.

Nel 2015 la Cassazione aveva respinto il ricorso di Autostrade che sosteneva la nullità del brevetto Craft e aveva disposto un nuovo giudizio di Appello, ovvero quello di cui parliamo oggi: la decisione 2275 del 10/04/2018.

Ma adesso, cosa succederà?

Autostrade Per L’Italia già annuncia ricorso in Cassazione, e, intanto, dichiara che il tutor non verrà rimosso dalla rete ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale.

Nessuna vittoria per gli automobilisti.

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