Genny Manfredi

Secondo la giurisprudenza di legittimità, il dating online, ovvero chattare frequentemente con altre persone sui social, potrebbe già configurare un tradimento e dunque comportare sia l’addebito della separazione che l’onere al mantenimento.

Dunque, iscriversi su social network appositi (Badoo, Tinder, ma anche Facebook e compagnia bella) con l’intento di cercare attivamente l’incontro di una notte (o anche di più), senza mai trovare la scintilla giusta, e dunque senza mai organizzare un incontro né, consumare un rapporto extraconiugale è sufficiente a giustificare una causa di separazione e a confermare e l’assegno di mantenimento?

A parere della Corte di Cassazione, sì.

Secondo gli Ermellini, infatti, con la sentenza 9384/18, la ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet è circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia trai i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione.

Inoltre, specifica il Palazzaccio, in questo caso, la scelta di andarsene di casa da parte del “tradito”, preventiva ma giustificata, non può essere considerata abbandono del tetto coniugale e dunque non compromette, come spesso può accadere, quanto stabilito in merito alla separazione e all’assegno di mantenimento.

Detto ciò è facile comprendere come, per l’attuale giurisprudenza, anche la semplice iscrizione a un sito di incontri online può ritenersi un comportamento contrario al dovere di fedeltà tra marito e moglie.

Insomma, occhio a installare con troppa leggerezza applicazioni che promettono scoppiettanti incontri o a spulciare i siti di incontri, poiché state già tradendo il vostro partner.

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