Patrizio Oliva

E’ vero: dopo l’indagine del Garante per la privacy, arriva per Facebook l’istruttoria dell’Antitrust che verificherà l’adozione di pratiche scorrette del social network.

In poche parole, Facebook non informerebbe in modo adeguato sulle sue attività relative ai dati degli utenti.

Ci si aspetta, dunque, di verificare se la piattaforma di scambio dei propri dati con operatori terzi viene attivata automaticamente senza consenso esplicito da parte dell’utente, ferma restando la possibilità di revocarlo in un secondo momento.

Secondo la nota dell’Authority, queste condotte potrebbero configurare una condotta commerciale scorretta poichè Facebook non informerebbe adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, l’utente dell’attività di raccolta e utilizzo, a fini commerciali, dei dati che egli cede.

Infatti, tali comportamenti potrebbero integrare due distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25, del Codice del Consumo, in quanto, da un lato, Facebook non informerebbe adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, l’utente dell’attività di raccolta e utilizzo, a fini commerciali, dei dati che egli cede.

Dall’altro, Facebook avrebbe esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali, in cambio dell’utilizzo di Facebook, presterebbero il consenso alla raccolta e all’utilizzo di tutte le informazioni che li riguardano (informazioni del proprio profilo FB, quelle derivanti dall’uso di FB e dalle proprie esperienze su siti e app di terzi), in modo inconsapevole e automatico, tramite un sistema di preselezione del consenso e a mantenere lo status quo per evitare di subire limitazioni nell’utilizzo del servizio in caso di deselezione.

Staremo a vedere quali saranno i prossimi sviluppi.

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