Giovanni Napoletano

Se davvero, e non ho alcun motivo di dubitarne, lei non ha mai sottoscritto e trasmesso a chicchessia un modulo di autorizzazione all’addebito, allora le suggerisco di presentare un reclamo scritto (con raccomandata AR) alla banca presso la quale intrattiene il rapporto di conto corrente oggetto del prelievo in questione, intimandola a ricostituire il saldo comprensivo dei 130 euro, non avendo mai autorizzato l’addebito di tale somma e disconoscendo, fin d’ora, la firma apposta in qualsiasi documento che attestasse il contrario.

Trascorsi 30 giorni dalla data in cui le risulterà pervenuto il reclamo alla controparte, qualora i soldi illegittimamente prelevati non fossero stati riaccreditati in conto corrente, procederà con un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

Il ricorso potrà essere trasmesso anche on line, utilizzando il form disponibile sul sito dell’Arbitro, consiste in una semplice memoria in cui vengono riepilogati i fatti (con gli allegati attestanti l’inoltro del reclamo alla controparte), prevede il solo esborso di 20 euro per i diritti di segreteria (che saranno restituiti in caso di accoglimento della domanda di risarcimento), non necessita di supporto legale.

Ulteriori info sulla procedura da seguire può trovarle qui.

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