Giuseppe Pennuto

L’articolo 201 del codice della strada dispone che, qualora l’effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notifica del verbale può essere effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione e’ posta in grado di provvedere alla loro identificazione.

Tuttavia, secondo i giudici della Corte di cassazione (sentenza a sezioni unite 24851/2010) il giorno dal quale decorre il termine di 90 giorni per la notifica del verbale di contestazione delle violazioni del codice della strada, nel caso in cui il destinatario abbia mutato residenza provvedendo a far ritualmente annotare la relativa variazione (con l’indicazione dei dati relativi ai veicoli di proprietà) soltanto negli atti dello stato civile e non anche nel Pubblico Registro Automobilistico, va individuato nella data di annotazione della variazione di residenza negli atti dello stato civile.

Altre circostanze possono giustificare la notifica del verbale di multa oltre i 90 giorni dalla data in cui è stata commessa l’infrazione. Ad esempio, in caso di acquisto del veicolo poco prima dell’infrazione oppure se il veicolo è dotato targa straniera.

Se non ricade nelle fattispecie esposte può tentare il ricorso al giudice di pace. Giusto per una questione di principio però, dal momento che le spese necessarie per il ricorso sarebbero sicuramente maggiori dell’importo della multa.

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