Rosaria Proietti

Anche io, tanti anni fa, prestai fideiussione per un finanziamento ad un parente (debitore principale) convinta che quella firma costituisse solo una referenza a favore del debitore principale. Nessuno mi informò della circostanza che, in caso di inadempimento del debitore principale, avrei dovuto rifondere l’intero debito.

Peraltro, l’annullamento del contratto di fideiussione, con il quale sua madre si è impegnata a favore della banca erogatrice del mutuo, potrebbe scaturire solo da una pronuncia giudiziale previo accertamento di dolo del creditore garantito o incapacità di intendere e di volere del fideiussore.

Inoltre, in conseguenza di una tale ipotetica pronuncia, al debitore principale verrebbe meno la garanzia fideiussoria e la banca potrebbe opporre la decadenza del beneficio del termine (DBT), ovvero l’intimazione a restituire il prestito in un’unica soluzione (in pratica, sua sorella debitrice perderebbe il beneficio del rimborso rateizzato a medio lungo termine). In caso di inadempimento, seguirebbero pignoramento ed espropriazione dell’immobile acquistato con il mutuo ipotecario.

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