Piero Ciottoli

Esemplifichiamo e partiamo dal presupposto che la banca, per non immobilizzare inutilmente la raccolta di capitale che le è istituzionalmente affidata, lo immette, come prestatore, nel circuito interbancario. Inoltre, non può utilizzare le riserve obbligatorie di liquidità che servono a far fronte a richieste estemporanee di denaro contante da parte dei correntisti: Insomma, nel mercato dei mutui, la banca è un semplice intermediario del credito. Ne consegue che, per consegnare il contante necessario ad acquistare la casa assistita da mutuo ipotecario, la banca deve, a sua volta, attingere al circuito interbancario (a cui, naturalmente, contribuisce, come abbiamo già precisato, anche come creditore).

Nell’ambito dei mutui a tasso variabile, viene spesso offerta al cliente una tipologia di prodotto noto con il termine CAP and FlOOR.

La clausola CAP del contratto di mutuo prevede un limite massimo oltre il quale il tasso di interesse, che il cliente corrisponde sul mutuo, non può andare. In uno scenario di rialzo dei tassi di interesse, il cliente continuerebbe a corrispondere alla banca un tasso di interesse inferiore a quello di mercato.

Con la presenza del vincolo al ribasso, cioè la clausola FLOOR, invece, chi ha sottoscritto un mutuo continuerà a pagare il tasso minimo concordato anche se il tasso variabile scendesse oltre quella soglia. In contesto di ribasso dei tassi si interesse, il cliente continuerebbe a corrispondere alla banca un tasso di interesse superiore a quello di mercato.

Se, come abbiamo osservato, la banca è un semplice intermediario del credito, che deve corrispondere a sua volta un tasso di interesse per il capitale (preso a prestito) che impiega nelle proprie attività, è presumibile che la banca, per poter offrire un mutuo CAP and FLOOR ai propri clienti, si debba dotare di uno strumento finanziario derivato che protegga l’istituto dalle fluttuazioni in rialzo dei tassi di interesse. A fronte, cioè, del pagamento di un premio, calcolato in percentuale sul valore nominale del capitale impiegato nei mutui CAP and FLOOR, la banca deve proteggersi con un contratto derivato che le assicuri il diritto a percepire, nei periodi in cui il tasso variabile di mercato (Euribor) risultasse superiore al CAP offerto ai clienti, proprio il differenziale (negativo) tra Euribor e CAP.

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