Andrea Ricciardi

Il nuovo servizio anti fake news della Polizia di Stato è arrivato, ed è riservato esclusivamente a chi è in grado di smentire una notizia con una segnalazione istantanea: parliamo del progetto red button.

La novità è stata presentata il 18 Febbraio 2018 a Roma al Polo Tuscolano della Polizia di Stato alla presenza del ministro dell’Interno, del capo della Polizia e del direttore delle specialità della Polizia di Stato.

Il Red button è collocato all’interno del sito internet della Polizia di Stato e grazie ad esso il cittadino sarà in grado di comunicare alla Polizia l’esistenza di contenuti assimilabili a fake news.

Attivata la procedura, la Polizia postale verificherà, per quanto possibile, l’informazione, con l’intento di indirizzare la successiva attività alle sole notizie manifestamente infondate o apertamente diffamatorie.

In particolare, verrà presa in carico da un team dedicato di esperti del Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) che, in tempo reale, 24 ore su 24, effettuerà approfondite analisi, attraverso l’impiego di tecniche e software specifici.

Il Progetto nasce per dare risposta alla recente sensibilità sviluppatasi attorno al fenomeno delle fake news, nell’ambito di un generale dibattito che sta coinvolgendo le istituzioni di diversi paesi e della stessa Unione Europea, oltre ai gestori delle principali piattaforme social a livello mondiale.

Grazie al Red button si limiterà, nell’interesse del singolo ma anche dell’intera comunità che usa i social, la diffusione di notizie false, ingiuriose o diffamatorie o che addirittura possono destare allarme sociale.

In più si potrà arginare l’operato di quanti, al solo scopo di condizionare l’opinione pubblica, orientandone tendenziosamente il pensiero e le scelte, elaborano e rendono virali notizie destituite di ogni fondamento, relative a fatti od argomenti di pubblico interesse.

E qualora venga individuata con esattezza una fake news verrà pubblicata una puntuale smentita.

Una misura più grottesca in ambito di informazione non esiste.

In primis perché è evidente che chi l’ha pensata non sa di cosa si tratti.

Apparte le evidenze, infatti, come è possibile stabilire se una news sia fake oppure no?

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