Ornella De Bellis

Possono verificarsi due situazioni: nella prima il creditore attuale è ancora quello originario abilitato alla segnalazione in CRIF (bisogna essere aderenti al circuito della Centrale Rischi CRIF EURISC per potervi iscrivere un debitore inadempiente), sicché una volta ottenuto il rimborso parziale a saldo stralcio rinnova la segnalazione (questa volta positiva, in quanto attestante che seppure in notevole ritardo il debitore ha comunque assolto la propria obbligazione). In un tale scenario, la segnalazione rinnovata viene cancellata dal gestore della Centrale Rischi solo dopo che siano decorsi tre anni dalla data in cui c’è stata la regolarizzazione.

In uno scenario alternativo, può capitare, invece, che il credito sia stato nel frattempo ceduto ad una società di recupero crediti che, in generale, non è abilitata a segnalare alcunché in CRIF (a meno che non sia anche una finanziaria vigilata da Banca d’Italia). L’addetto al recupero crediti della cessionaria, allora, effettua una visura e si accorge che il contratto di prestito stipulato dal debitore inadempiente prevedeva il pagamento dell’ultima rata due anni e sei mesi fa. Dal momento che una segnalazione negativa in CRIF deve essere automaticamente cancellata dal gestore dopo tre anni dalla data in cui era previsto il rimborso dell’ultima rata del prestito, egli può promettere al debitore ingenuo che, se pagasse qualcosa, il suo nominativo potrebbe essere cancellato dopo appena sei mesi.

Non c’è truffa, perché il debitore otterrà quanto gli si promette: solo un sottile inganno, dal momento che il debitore potrebbe acquisire comunque la cancellazione del proprio nominativo senza versare un centesimo alla cessionaria, solo attendendo ancora che passino i sei mesi.

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