Andrea Ricciardi

L’algoritmo che l’Agenzia delle Entrate utilizzerà a partire da quest’anno per confrontare i dati finanziari dei contribuenti con i redditi dichiarati si chiamerà risparmiometro, un parente dell’odiato redditometro: e per chi sgarra partiranno gli accertamenti.

Il risparmiometro effettuerà controlli sui “risparmi” dei contribuenti, privati cittadini e, a partire dal prossimo anno, anche sulle società.

In parole povere parliamo di meccanismo basato su un algoritmo che permette di analizzare i dati presenti nell’archivio dei rapporti finanziari e di confrontarli con i redditi dichiarati, in modo che, all’emergere di eventuali “incongruenze”, queste saranno considerate sintomatiche di rischio e faranno scattare i controlli fiscali.

La nuova “arma” dell’amministrazione sarebbe contenuta nel piano performance già inoltrato agli uffici con il placet del garante della privacy.

I dati che passeranno al vaglio del risparmiometro saranno:

  • conti correnti,
  • conti deposito titoli
  • obbligazioni,
  • conti a deposito a risparmio libero vincolato,
  • certificati di deposito
  • buoni fruttiferi,
  • carte di credito, prodotti finanziari emessi dalle assicurazioni e compravendita di oro e metalli preziosi.

La platea di riferimento, a quanto si legge, sarà composta da persone fisiche, intestatari di rapporti finanziari in euro, con codice fiscali inserito nella banca dati dell’anagrafe tributaria.

Come detto, in futuro, dal 2019, il meccanismo troverà applicazione anche alle persone giuridiche.

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