Piero Ciottoli

Lei non riferisce il contenuto del colloquio intercorso con il collaboratore di Banca IFIS, né l’importo del debito, né se dispone di redditi da lavoro dipendente. Dobbiamo, pertanto, necessariamente restare nel vago.

Sicuramente dovrà chiedere, quando si entrerà nel merito dell’adempimento, un estratto conto cronologico della sua posizione, per verificare la correttezza del debito residuo di partenza e le modalità di applicazione degli interessi moratori.

Tanto premesso, l’evoluzione del contenzioso stragiudiziale dipenderà molto dalla sua propensione al rischio. All’estremo, potrà dichiararsi irremovibile su una soluzione a saldo stralcio che riterrà conveniente, una linea del Piave, insomma: consapevole, tuttavia, che Banca Ifis potrà promuovere azione giudiziale finalizzata a iscrivere ipoteca sull’immobile di sua proprietà (il che potrà costituire un problema in futuro, ma comunque circoscritto) o, addirittura, ad espropriare il bene. In quest’ultima eventualità potrà, comunque, agire in sede di conversione del pignoramento, saldando il debito gravato, però, dalle spese per la procedura esecutiva.

In altre parole, si tratta di giocare una partita a poker, ne più, né meno, sperando che il creditore non venga a vedere le sue carte. L’alternativa è quella di accettare passivamente la richiesta di Banca IFIS, consentendo alla società un ritorno molto redditizio sul piccolo investimento effettuato (l’acquisto del credito vantato nei suoi confronti dalla finanziaria originaria).

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