Giorgio Valli

Sicuramente non invidio il nuovo fiscalista: peraltro pur comprendendo il suo desiderio legittimo di non voler passare per inadempiente, lei, purtroppo, è, a tutti gli effetti, un evasore di tasse e contributi (si tratta di un dato oggettivo, molti sono costretti a diventarlo, non si tratta di un termine offensivo, sia chiaro!).

Di commercialisti non ne conosciamo, ma se anche fosse, non dovremmo volergli molto bene per indirizzarlo ad un contribuente incasinato come lei: il professionista come si muoverebbe dovrebbe subire le lamentele del cliente. Se non regolarizza, il cliente è insoddisfatto perché l’obiettivo non è stato raggiunto; se decide di regolarizzare, il cliente è rovinato economicamente …

Consigli. Assolutamente da evitare una autodenuncia: non le porterebbe alcun vantaggio e aprirebbe il classico vaso di Pandora. I funzionari dell’Agenzia delle Entrate non fanno trattamenti di favore ai redenti evasori pentiti e, di sicuro, non l’accoglierebbero uccidendo il vitello grasso.

Quindi faccia scivolare via il desiderio di andare a Canossa e di mettere la cose a posto; piuttosto, si voti a qualche santo che le faccia la grazia di non incappare in un controllo d’ufficio del fisco. Si tratta di gente che non fa prigionieri.

Precisazioni. Lei ci anticipa che non potrebbe fare il dipendente di una srl di nuova costituzione, noi la disilludiamo subito sull’errato convincimento, che ci sembra lei abbia, secondo il quale costituendo una srl i debiti fiscali e contributivi accumulati dalla sua ditta individuale potrebbero trasferirsi al nuovo soggetto giuridico. Quei debiti, se non la costringeranno a pagare e se non salterà il fosso grazie a decadenze e prescrizioni, li porterà con sé vita natural durante e, in morte, passeranno agli eredi che non rinunceranno.

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