Carla Benvenuto

La risposta è altrettanto semplice, trovandoci di fronte al classico problema del cane che si morde la coda: il creditore, conoscendo il suo stato conclamato di cattivo pagatore non si fida più di concedere un prestito, anche coperto da garanzia immobiliare, essendo quasi certo che poi dovrà ricorrere al giudice per espropriare l’immobile e venderlo all’asta, magari costretto preliminarmente ad avviare anche azione revocatoria perchè il debitore nel frattempo vende la casa o la dona a terzi.

Certo, il creditore potrebbe iscrivere ipoteca sulla casa: quindi altre spese ed altre scocciature.

Peraltro, l’appostazione a sofferenza di un credito in Centrale Rischi denota una valutazione negativa della situazione patrimoniale, apprezzata come deficitaria, ovvero come grave (e non transitoria) difficoltà economica.

Pertanto, dovrà armarsi di pazienza e girare per istituti di credito fino a quando non ne troverà uno disposto ad accollarsi il rischio: missione difficile, ma sicuramente non impossibile.

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