Simone di Saintjust

I dati trattati dal gestore di una centrale rischi privata, ai fini dell’erogazione del servizio di informazione commerciale, possono essere raccolti, tra l’altro, anche presso fonti pubbliche, quali, a titolo esemplificativo, gli atti immobiliari, pregiudizievoli ed ipocatastali, conservati nei registri gestiti dall’Agenzia delle Entrate, tra i quali rientrano le ex Conservatorie dei registri immobiliari (articolo 3, punto 2 lettera a del Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale, provvedimento 479/2015).

Il trattamento di informazioni legate ad eventi negativi provenienti da fonti pubbliche è soggetto, fatti salvi eventuali termini più restrittivi previsti da specifiche norme di legge, ad un limite temporale di conservazione da parte del fornitore del servizio che, nel caso di atti pregiudizievoli ed ipocatastali, è pari a dieci anni dalla data della loro trascrizione o iscrizione, salva l’eventuale loro cancellazione prima di tale termine, nel qual caso verrà conservata per un periodo di due anni l’annotazione dell’avvenuta cancellazione (articolo 7, punto 4, lettera b, del codice deontologico).

Pertanto, quello che, per ora, è nel suo diritto chiedere al gestore della Centrale rischi Cerved è l’aggiornamento della pregiudizievole relativa al pignoramento con l’integrazione della nota attestante il conseguente adempimento e la successiva rinuncia del creditore a proseguire l’azione esecutiva.

Solo nel 2020 potrà pretendere la cancellazione della segnalazione.

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