Giorgio Martini

L’INPS dovrà adempiere all’ordine di pagamento diretto, disposto dal Presidente del Tribunale, a partire da quando verserà il primo rateo di pensione successivo alla data in cui è stata ricevuta copia conforme del provvedimento giudiziale.

L’articolo 8 della legge 898/1970 dispone che il coniuge cui spetta la corresponsione periodica dell’assegno di mantenimento, dopo la costituzione in mora a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento del coniuge obbligato e inadempiente per un periodo di almeno trenta giorni, può notificare il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno ai terzi tenuti a corrispondere periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato con l’invito a versargli direttamente le somme dovute, dandone comunicazione al coniuge inadempiente.

Peraltro anche l’articolo 156 del codice civile dispone che, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può ordinare all’INPS, tenuto a corrispondere periodicamente la pensione all’obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto, cioè sua moglie e suo figlio.

Entrambe le norme appena citate non interferiscono con l’articolo 545 del codice di procedura civile che mitiga gli effetti di pignoramenti concorrenti su pensioni e stipendi, ponendo come limite invalicabile, disponibile ai creditori procedenti, il 50% dell’importo accreditato al lavoratore o al pensionato sottoposto ad azione esecutiva.

Per farla breve, l’INPS dovrà versarle l’assegno di mantenimento nella misura disposta dal giudice anche se ciò comporterà l’azzeramento del rateo di pensione da accreditare al coniuge separato.

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