Ludmilla Karadzic

Probabilmente il debito residuo è stato ceduto ad una società di recupero crediti: la questione va, dunque, approfondita, da un lato, pretendendo da questo signore, che chiede la firma di 76 cambiali da 300 euro cadauna, copia della lettera di cessione del credito e, dall’altro, verificando presso la finanziaria cedente (basta una chiamata al call center) le coordinate della società cessionaria.

Una volta chiarito chi sia il nuovo creditore legittimato a riscuotere, le cambiali vanno sottoscritte esclusivamente a favore del cessionario così individuato. Questo, soprattutto, per quanto riguarda l’aspetto sicurezza, giusto per non pagare il debito residuo al primo che passa.

C’è anche da dire che se il debito è stato ceduto (e non si tratta solo di affidamento della riscossione da parte del creditore originario) la società di recupero cessionaria può essere indotta dal debitore a praticare uno sconto rilevante (intorno al 50-70%) sulla somma residua da rimborsare, considerato che il credito passa di mano a non più del 5% del suo valore nominale: qui gioca un ruolo importante la capacità di trattativa del debitore e la sua potenziale propensione al rischio.

Fattore determinante, in tal senso, è anche la quantità e la qualità dei beni del debitore che possono essere aggrediti (in particolare stipendio/pensione e conto corrente) qualora l’accordo transattivo a saldo stralcio non fosse portato a termine con la conseguente decisione (peraltro molto rara) del nuovo creditore di ricorrere al recupero giudiziale.

Infine, va ricordato che la cambiale sottoscritta, non onorata e protestata costituisce titolo esecutivo per poter effettuare la riscossione coattiva (pignoramento ed espropriazione dei beni del debitore) senza neanche l’obbligo di dover passare dal giudice per chiedere, ed ottenere, un decreto ingiuntivo.

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